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Roio
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mweqRoio (anche mwegRojo) è una località del comune dell'mwewAquila comprendente quattro mwfafrazioni (Colle di Roio, mwfqPoggio di Roio, mwfgRoio Piano e Santa Rufina di Roio) che fino al mwfw1927 costituivano il comune autonomo di Roio, poi Roio Piano, e oggi formano il II consiglio territoriale di partecipazione della città.
Contents
• Storia
• Cultura
• Note
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Geografia fisica
Il territorio di Roio si sviluppa a mwiqsud-mwigovest della città dell'mwiwAquila, tra i territori di mwjaLucoli e mwjqBagno, alle pendici di mwjgmonte Lucocite-ref-touring-1-0[1], detto anche Colle di Roio, ed intorno ad un mwkwaltipiano che anticamente fu probabilmente un bacino lacustre. L'area occupata è quella relativa al versante settentrionale del monte di Roio mwlq(La Costa Grande - 1420 m.), estremità meridionale mwlggruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno della catena del mwlwVelino-Sirente e confine ideale con il territorio di mwmaLucolicite-ref-toponomastica-2-0[2], infatti costeggiando il territorio di Lucoli si arriva in località "mwnqIaccio delle rose" dove inizia il territorio di Bagno. Nel 1985/1990 quando furono istituite le circoscrizioni nel Comune dell'Aquila si riscontra il passaggio della cimetta di mwngLe Quàrtora mwnw(1783 m) tramite una piccola risega da Bagno a Roio.
Storia
L'esistenza del castello di Roio è testimoniata già nel mwpgX secolocite-ref-roio-3-0[3], ed è certamente precedente a quella dell'mwqwAquila. Sul suo nome originario, mwraRoge o mwrqRogie, sono state fatte numerose ipotesi; esso potrebbe derivare dalla mwrgroia, ovvero il canale di scolo delle acquecite-ref-toponomastica-2-1[2]. Nel mwsw1167 compare nel mwtaCatalogus Baronum con il nome di mwtqRogeon Mediumcite-ref-clementi82-4-0[4]. Tra il 1154 e il 1159, nel paese ora chiamato Roio Piano, nacque il famoso monaco, poi anacoreta sui monti del Gran Sasso, Franco. Il religioso è venerato come Santo grazie ai numerosi miracoli a lui attribuiti.
Nel mwuwXIII secolo, la comunità roiana partecipò con altri castelli del contado alla mwvafondazione dell'Aquila ricevendo dei locali nel mwvqquarto di San Giovannicite-ref-clementi82-4-1[4]. Il paese tuttavia mantenne una propria autonomia di cui rimane testimonianza in numerose carte, ove compare sotto il nome di mwwgRodii, mwwwCastrum Rodii o mwxaRodiumcite-ref-clementi82-4-2[4]. A questo secolo viene datata anche l'edificazione della chiesa di mwyqPoggio di Roio originariamente dedicata a San Leonardo ed oggi mwygsantuario della Madonna di Roiocite-ref-toponomastica-2-2[2].
Nel mwaa1529, mwaqL'Aquila fu punita da mwagFiliberto d'Orange per aver parteggiato con i mwawfrancesi; la città fu saccheggiata, costretta al pagamento di una esosa tassa e fu separata dal suo contado, che venne spartito in feudi e dato in possesso a capitani dell'esercito imperiale: il territorio di Roio toccò a Francesco da Pratocite-ref-roio-3-1[3]. Successivamente il castello passò da una famiglia nobiliare all'altra, finché, nel mwcaXIX secolo, non furono abolite le feudalitàcite-ref-roio-3-2[3].
Nel mwdg1806, a causa della nuova suddivisione amministrativa voluta da mwdwGiuseppe Bonaparte entrò a far parte del mweaDistretto di Aquila divenendo parte del Circondario di Aquila. Dal 1809 al 1829 venne accorpato al comune centrale di Bagno e nel mweq1830 riacquisì piena autonomia. In seguito alla creazione del mwegRegno d'Italia, nel 1862, venne cambiata la denominazione in mwewRoio Piano dal nome dell'allora villa principale della località.
mwgwRoio Piano rimase comune autonomo fino al mwha1927, quando fu accorpato all'allora comune di Aquila degli Abruzzi (oggi mwhqL'Aquila) per la creazione della cosiddetta mwhgmwhwGrande Aquila; da quel momento il suo territorio costituisce la mwiaII circoscrizione della città ed in località mwiqPoggio di Roio è presente una delegazione comunale.
Trattasi del mwiwRegio Decreto legge del 29 luglio 1927 numero 1564 che prevede la soppressione e l'annessione al comune di Aquila degli Abruzzi dei comuni di Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio, Sassa, nonché la frazione di San Vittorino del comune di Pizzoli. Nel 1947 Lucoli dopo essere stato per 20 anni una frazione dell'Aquila fu il solo a riuscire a ritornare comune autonomo a differenza degli altri 7 comuni soppressi.
Sul finire del mwjqXX secolo Roio fu scelto per diventare polo dell'mwjgUniversità degli studi dell'Aquila: nella frazione di mwjwPoggio di Roio venne situata la sede della facoltà di Economia mentre sul mwkamonte Luco vennero realizzate moderne strutture destinate ad ospitare la Facoltà di Ingegneria.
L'intera area fu devastata dal mwkgterremoto dell'Aquila del 2009, il cui epicentro venne localizzato proprio nel territorio di Roio, in località Colle Miruci. I borghi vennero devastati dalla furia del sisma e si registrarono 3 morti, due dei quali nella frazione di mwkwRoio Piano e uno a mwlaPoggio di Roio. Tra gli edifici pubblici gravemente danneggiati dal sisma ci furono anche il Santuario della Madonna di Roio, la chiesa di San Marciano e le sedi delle due facoltà universitariecite-ref-5[5].
Nonostante i danni subiti la zona è stata scelta dal mwmgDipartimento della Protezione Civile per accogliere alcuni residenti del centro storico e dei quartieri maggiormente colpiti dal sisma; le costruzioni provvisorie realizzate nel territorio di Roio in due diversi quartieri in località mwmwPoggio di Roio ospitano circa 900 sfollaticite-ref-6[6]cite-ref-7[7].
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
• Palazzo Palitti, storica masseria settecentesca a Poggio di Roio, restaurata dopo il terremoto.
• Palazzo Ciccozzi, del XVII, Roio Piano
Architetture religiose
Santuario della Madonna di Roio
Nella frazione di mwrqPoggio di Roio si trova il santuario di Santa Maria della Croce, meglio conosciuto come santuario della Madonna di Roio, che custodisce l'omonima statua mariana. Il complesso, gravemente danneggiato dal mwrgterremoto dell'Aquila del 2009, è stato inserito nella lista dei 44 monumenti da adottare presentata dal mwrwMinistro dei beni e delle attività culturali mwsaSandro Bondi.
La statua, secondo la tradizione, fu trovata da Felice Calcagno, un pastore originario di mwsgLucoli, nel dicembre del 1578 in un bosco detto "Ruo", in località mwswTressanti in mwtaprovincia di Foggia (un'altra versione parla di mwtqRuvo di Puglia), durante il periodo della mwtgtransumanza. Il pastore aveva smarrito parte del suo gregge e pregò la mwtwVergine per evitare di essere punito dai padroni; gli apparve allora una donna con un bambino in braccio, immersi in una luce abbagliante. La donna indicò al giovane il luogo dove recuperare il gregge, cosa che effettivamente avvenne.
Alcuni pastori, accorsi sul posto dopo la notizia del ritrovamento miracoloso, vi trovarono una statua di mwuqcedro dorato in grandezza naturale, e il Calcagno vi riconobbe la figura che gli era apparsacite-ref-8[8]. I pastori deciserò di attendere la primavera per riportare con loro sul dorso di un mulo la statua. Sulla via del ritorno, quando i pastori giunsero al castello di Roio, davanti alla chiesetta di san Leonardo, il mulo che trasportava la statua si inginocchiò e non volle proseguire (è presente una lapide commemorativa lungo la via Mariana). I pastori portarono allora a spalla la statua a Lucoli.
Il giorno seguente la statua era sparita e fu ritrovata a Poggio di Roio, dove il mulo si era fermato, e lì fu deciso di edificare il santuario mariano dove custodirla. Nel luogo dove il mulo si era inginocchiato era presente una croce e per questo motivo alla statua fu dato anche il titolo di "Madonna della Croce". Ora è meglio conosciuta come "Madonna della Transumanza", dopo le iniziative promosse e organizzate dal 1980 al 1990 dall'Associazione Culturale per la Storia della Civiltà della Transumanza (animata e presieduta da Carlo Frutti cultore del fenomeno della Transumanza).
La chiesa è stata ricostruita completamente nel XVI secolo, e ha un aspetto barocco a navata unica. L'interno è molto ben decorato da stucchi, che circondano l'altare con la statua della Madonna.
Chiesa dei Santi Marciano e Nicandro (Roio Piano)
La chiesa è il monumento storico principale del centro. Si trova fuori dal borgo, sorta nel mwwwXII secolo come chiesa cimiteriale, situata tutt'oggi presso il campo santo lungo la strada dell'attigua contrada Santa Rufina di Roio. La chiesa è molto importante perché nel mwxa1254, con la fondazione dell'mwxqAquila, dette il proprio nome alla nuova chiesa del Quarto San Giovanni, sempre intitolata ai Santi Marciano e Nicandro. Altra chiesa dei roiani all'Aquila è la trecentesca parrocchia di Santa Maria di Roio (via del Cardinale). Ciò fu una peculiarità rappresentativa di altri "castelli" fondatori della città, come Santa Giusta, Santa Maria Paganica, San Pietro a Coppito e San Giovanni d'Amiterno.
La chiesa attuale è frutto di una ricostruzione dopo il forte mwxwterremoto dell'Aquila del 1703. Il nuovo terremoto del 2009 ha fatto crollare l'intera facciata e parte del perimetro di sinistra, successivamente ricostruito con la facciata nel 2015. Soltanto il campanile a torre è rimasto puntellato. La chiesa ha impianto rettangolare a navata unica. La facciata è molto semplice, con i classici canoni severi dell'arte neoclassica. L'interno ha tele di pittori della scuola di mwyaCaravaggio, e volte a crociera, con piccole finestrelle laterali lungo il perimetro. Non vi sono particolari stucchi spiccanti.
Altre chiese
• Chiesa dell'Annunziata: a Colle di Roio.
• Chiesa di Santa Scolastica, a Poggio di Roio.
• Chiesa Madonna della Neve (Cona), a Roio Piano
• Chiesa della Madonna di Corte, vicino a Colle di Roio
• Chiesa di Santa Rufina e Seconda, a Santa Rufina
Aree naturali
Cultura
• mw3aUniversità degli Studi dell'Aquila: presso il Monteluco è presente il palazzo del Polo didattico della Facoltà di Ingegneria, costruito negli anni '60. È l'edificio didattico in posizione più elevata del comprensorio universitario aquilano.
Geografia antropica
È formato da alcune frazioni che, fino al mw3w1927, costituivano il comune autonomo di mw4aRoio Pianocite-ref-provincia-9-0[9]. Tuttavia, con il termine Roio si intende spesso considerare l'intera area e le ville che lo compongono; ci si rivolge quindi ai seguenti centri:
| Frazione | Altitudine | Abitanti | Note |
|---|---|---|---|
| Colle di Roio | 821 m | 318 | [ 10 ] |
| Poggio di Roio | 831 m | 739 | [ 11 ] |
| Roio Piano | 810 m | 520 | [ 12 ] |
| Santa Rufina | - | - | [ 13 ] |
| | | 1 577 | |
Amministrazione
Nel mwasm1806, sotto il mwasqRegno filo-francese di Napoli e con le riforme amministrative introdotte in quel periodo, nacque il comune di Roio, i cui organi furono quelli del sindaco, dei massari e dei decurioni; già nel mwasu1809, però, Roio fu accorpato al comune centrale di mwasyBagno come "comune riunito" e perdendo così autonomia amministrativa.cite-ref-14[14] Nel mwass1829 il re mwaswFrancesco I delle Due Sicilie, su domande del comune riunito di Roio e altri, emanò il real decreto n. 2335 del 20 marzo 1829, con cui si stabiliva la ricostituzione del comune di Roio dal 1º gennaio mwas01830, con sindaco eletto dal decurionato.cite-ref-15[15] Con l'annessione al mwatiRegno d'Italia il sindaco diventò di nomina regia, mentre l'elezione indiretta fu introdotta nel mwatm1896; intanto, dal mwatq1862, il comune deliberò la modifica del nome in "Roio Piano".cite-ref-16[16] Dal mwatk1925, con l'avvento definitivo del mwatofascismo in Italia, a capo delle amministrazioni fu posto un mwatspodestà di nomina governativa; tuttavia, nel mwatw1927, il comune di Roio Piano e diversi altri comuni limitrofi all'mwat0Aquila furono soppressi e definitivamente accorpati al capoluogo, nel progetto della cosiddetta mwat4Grande Aquila.cite-ref-17[17]
Note
cite-note-touring-11. ↑ mwaukmwauoTouring Club Italiano,mwaus p. 120.
cite-note-toponomastica-22. ↑ mwavmmwavqmwavuToponomastica dell'Appennino Abruzzese: Roio, su mwavyasciatopo.xoom.it. mwavcURL consultato il 26 ottobre 2011.
cite-note-roio-33. ↑ mwav8mwawamwaweRoio, su mwawiroio.it. mwawmURL consultato il 26 ottobre 2011.
cite-note-clementi82-44. ↑ mwawsmwawwClementi e Piroddi,mwaw0 p. 82.
cite-note-66. ↑ mwaxomwaxsDipartimento della Protezione Civile, mwaxwmwax0L'area di Roio 2mwaya (mwaygmwaykPDF), su mwayoprotezionecivile.gov.it. mwaysURL consultato il 18 settembre 2011.
cite-note-77. ↑ mway8mwazaDipartimento della Protezione Civile, mwazemwaziL'area di Roio Poggiomwazu (mwaz0mwaz4PDF), su mwaz8protezionecivile.gov.it. mwaaaURL consultato il 18 settembre 2011.
cite-note-88. ↑ Rino Cammilleri, mwaaqTutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Edizioni Ares, 2020, p.577 (formato Kindle).
cite-note-provincia-99. ↑ mwaagmwaakProvincia dell'Aquila,mwaao p. 222.
cite-note-101. mwaa4Italia in dettaglio, mwaa8mwabaColle di Roio, su mwabeitalia.indettaglio.it. mwabiURL consultato il 25 ottobre 2011.
cite-note-112. mwabyItalia in dettaglio, mwabcmwabgPoggio di Roio, su mwabkitalia.indettaglio.it. mwaboURL consultato il 25 ottobre 2011.
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Bibliografia
• Elio Antonucci, mwaeyRoio e il suo santuario, San Gabriele, Eco, 1986.
• Fulgenzio Ciccozzi, Roio Historia, 2014 .
• citerefclementi-e-piroddiAlessandro Clementi e Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986.
• Filippo Murri, mwaeoRoio e la sua storia, Fontecchio, La Fonte, 1989.
• citerefprovincia-dell-aquilaProvincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999.
• citerefrotolanteCroce Rotolante, Roio - Storia di una terra attraverso i secoli, L'Aquila, REA edizioni, 2020, ISBN 978-88-741-7486-7.
• citereftouring-club-italianoTouring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.
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